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10 Settembre 2020

Asana e salute

Il grande calore e la forte luce estiva hanno iniziato a fare spazio a colori e sfumature più tenui. Siamo ormai ritornati alle nostre attività, a una nuova stagione.
I tristi avvenimenti della primavera passata ci hanno ricordato l’importanza della cura di noi stessi e ci hanno riportato a una profonda necessità di uno stile di vita più sano e a misura d’uomo.
La salute è il risultato di equilibri interiori molto delicati: quando mancano, siamo impreparati e spaventati. 

Ovvio e quasi banale. Da una parte per ciascuno sono importanti gli impegni famigliari, lavorativi e scolastici. Dall’altra, proprio per affrontare questi ritmi è imprescindibile dedicare tempo e risorse alla salute e a quanto ci aiuti a stare bene.

Andare sempre di corsa, vivere freneticamente, con inserito il navigatore automatico: ecco, questo enorme cumulo di azioni quotidiane (e pensieri) accelera il processo di invecchiamento e debilitazione del nostro corpo. 

In un quadro così delicato e anche fragile la pratica dello yoga - di un certo tipo di yoga – è uno strumento di grande efficacia. 
Lo yoga è un complesso sistema di conoscenze e insieme una pratica utile a riportare nel corpo e nella mente sia equilibrio sia armonia. Dunque uno strumento utile a ridurre malesseri e a recuperare salute, pace e forza interiori.

Purtroppo sempre più sta emergendo una cultura di massa sullo yoga davvero lontana dalla reale pratica e dai benefici effettivi. Le posizioni estreme e l’attitudine continua alla performance, oltre a essere dannosa per la salute, non sono pratica yoga e non sono cultura dello yoga. Al contrario aumentano il divario tra mente e corpo e sovrastimolano un sistema nervoso purtroppo di per se già molto sollecitato. 

Gli Yoga Sutra sono il testo più antico dello yoga. Viene enunciato che un asana - posizione - per essere tale deve esprimere due qualità: sthira e sukta
Sthira indica stabilità e attenzione; sukha indica la capacità di mantenere comodamente una posizione. 

Se assumiamo una posizione o facciamo un movimento con tensione, è difficile portare la mente altrove se non al dolore che si prova. Significa che non siamo ancora pronti per l’esercizio e per questo sarebbe più utile iniziare da posizioni più semplici. Solo esercitandoci con gradualità raggiungiamo stabilità, attenzione e comodità.

Nello yoga come nella vita dobbiamo imparare a accettarci per come siamo. Se la schiena è rigida, dobbiamo scioglierla con gradualità. Se siamo molto flessibili, ma abbiamo un respiro corto e affrettato, ecco, allora abbiamo bisogno di ritrovare un ritmo naturale. La pratica diventa improvvisamente più fluida e anche più consapevole. Possiamo mantenere comodamente un posizione: eppure la mente è altrove... Questo vuol dire che quello che stiamo facendo non è un asana. Solo uno sport.

La pratica dello yoga coinvolge mente, respiro e corpo. La qualità del nostro respiro è centrale: esprime il nostro stato d’animo. Se proviamo dolore o tensione, il respiro lo rivela. E lo rivela a noi e agli altri.

Solo quando mente, respiro e corpo lavorano insieme e in armonia, otteniamo la vera qualità dell’asana

Questi i motivi che mi portano a parlare sempre di gradualità, conoscenza e consapevolezza di quello che facciamo nello yoga. Come insegnante non stimolo la competitività, anche a discapito di obiettivi richiesti da allievi. Io insegno come arrivare all’armonia degli asana. Per me era e rimane fondamentale strutturare un percorso graduale e intelligente. Un’alternanza armonica tra esercizi fisici e respiratori e momenti di riposo. Richiamando dolcemente, ma costantemente la mente, irrequieta per natura e portata a volare via.
Nella pratica gli esercizi iniziali servono a riconoscere la condizione del corpo e del respiro. Dobbiamo impostare il ciclo iniziale che favorisca l’esplorazione del nostro stato fisico e mentale. Sempre in modo semplice e privo di rischi contratture. Per poi passare a esercizi nati per portare mobilità lungo la colonna vertebrale e nelle giunture. E quindi per iniziare la pratica vera e propria degli asana
Il corpo umano è una struttura costituita da elementi interdipendenti. Composto da ossa, cartilagini, legamenti, tendini e muscoli. 

È una struttura flessibile, dinamica e sottoposta alle leggi della meccanica. 

Le articolazioni sono elementi essenziali: dalla loro integrità dipende il benessere generale. Se le articolazioni sono rigide dobbiamo scioglierle; se i movimenti sono limitati, dobbiamo ammorbidire; se gli elementi della struttura sono contratti dobbiamo distendere e allungare. La struttura del corpo ha bisogno di essere liberata e riequilibrata.
Le articolazioni interagiscono costantemente tra loro; ciascuna dipende dalle altre e insieme formano un unico meccanismo. Un gesto semplice come la rotazione della testa comporta movimenti a catena in tutta la colonna vertebrale. La stessa respirazione determina un movimento ondulatorio lungo l’intera colonna vertebrale e, quando diventa profonda, comporta un’intensa ricaduta dalle vertebre all’intero sistema vitale. 
Le possibili combinazioni e interdipendenze sono infinite e variano da individuo a individuo.
Una limitata capacità di movimento dei piedi può portare tensione nella parte alta della schiena, nella gabbia toracica e nell’area lombare.
Ecco perché nella mia pratica guido costantemente all’ascolto del movimento: da dove nasce e dove riesce a arrivare. Uno tra i più potenti è la consapevolezza dell’onda che dal movimento del tallone spontaneamente risale fino alla nuca....
Portando più mobilità nelle articolazioni, offriamo al corpo la possibilità di una ‘autoregolazione di precisione tra parti collegate’. In parole più semplici un ritorno all’armonia tra le parti

Se non preceduta da esercizi di mobilitazione delle articolazioni, un asana non comunica nulla: in questo modo non potrà esserci autoregolazione. Non potrà esserci integrazione tra le parti, armonia, equilibrio. E neppure benessere.

“C’è unità quando tutte le parti del corpo partecipano alla medesima attività simultaneamente, questa è la bellezza dello yoga” 
Vanda Scaravelli

Sabrina Querella