Ikigai, ovvero l'arte di avere uno scopo nella vita
09 Marzo 2018

Ikigai, ovvero l'arte di avere uno scopo nella vita

Il 23 gennaio scorso è uscito "Il metodo Ikigai" (Rizzoli) di Héctor Garcia, scrittore spagnolo che vive a Tokyo dal 2004, e Francesc Miralles, esperto di psicologia. Immediato successo editoriale e tradotto in 36 lingue, il libro racconta la ormai leggendaria storia dei centenari di Ogimi, paese dell’isola di Okinawa. 


Leggendari perché ogni 100mila abitanti si conta una media di oltre 24 centenari. Le ragioni sono diverse: clima, alimentazione, stile di vita e fattore genetico. Era già stato scoperto infatti che i fortunati centenari fossero dotati di una variante della proteina Bpifb4, scoperta nel loro genoma e ribattezzata LAV (Longevity Associated Variant): variante capace di restituire elasticità ai vasi sanguigni e rallentare il processo di invecchiamento. Curioso inoltre come LAV sia foneticamente associato a "love"

Il 23 gennaio scorso è uscito "Il metodo Ikigai" (Rizzoli) di Héctor Garcia, scrittore spagnolo che vive a Tokyo dal 2004, e Francesc Miralles, esperto di psicologia. Immediato successo editoriale e tradotto in 36 lingue, il libro racconta la ormai leggendaria storia dei centenari di Ogimi, paese dell’isola di Okinawa. . Il motivo insomma che ci fa alzare al mattino dotati di voglia di fare e dare, considerando passione, missione e vocazione. Fare ciò che si deve (restando in equilibrio) ma soprattutto ciò che si ama e quello per cui si è predisposti, senza dimenticare ciò che può contribuire all’armonia del mondo.

Comportamenti, stili di vita e anche scelte e decisioni. Quasi un metodo…


Certo, se si abita a Okinawa forse tutto diventa più facile, ma nulla, davvero nulla vieta di seguire alcuni consigli da prendere a modello soprattutto nelle piccole cose.

Scopriamo anche scientificamente che il multitasking (figlio dei ritmi frenetici) non aiuta a concentrarsi: passare da una attività all’altra fa perdere tempo e obiettivi e aumenta il numero di errori.

Ormai assodato che camminare 20 minuti al giorno sia la ricetta del benessere psicofisico. Mangiare senza saziarsi sia la strada per la longevità e l’abbassamento di infiammazioni croniche a danno dell’organismo.

Assodato inoltre che la luce del sole, se presa troppo, faccia male, così come quella dello schermo del computer. I centenari certo non passano ore davanti alla tv e nemmeno mangiano cibo spazzatura: mangiano riso, pesce e verdure. Giocare, prendersi cura degli altri, gestire la rabbia (anche se il metodo è sempre poco spiegato), occuparsi di un animale, amare, meditare e praticare yoga, Qi Gong o qualunque attività respiratoria che allunghi la colonna e non metta sotto sforzo costante il corpo.

Tutti gli elementi del puzzle danno ragione alle scoperte scientifiche che associano Okinawa ai centenari sardi, con un filo comune: uno stile di vita equilibrato.


Ma anche lavorando immersi nelle città, allenandosi proprio come si allena un muscolo, è possibile inserire nel proprio quotidiano tessere di un mosaico che, visto dall’alto, sembra davvero universale.

Ma c’è una cosa in più che Garcia e Miralles hanno approfondito: il mix non è completo se non si acquisiscono conoscenze filosofiche soltanto a una prima lettura. I centenari di Okinawa, senza timore di essere smentiti, arrivano al "qui e ora" in modo del tutto spontaneo. Questo il segreto: essere costantemente immersi nell’esperienza, che vuol dire vivere quello che si vive senza rimuginare sul passato come esercizio costante e dannoso e senza temere il futuro (semplicemente perché non ancora realizzato). Nulla a che vedere con ambizioni, sogni e progetti, che sostengono la spinta umana. Ma ogni giorno, ogni volta che ci alziamo dal letto, ecco, per i vecchietti di Okinawa proprio quello è il momento in cui ricordarsi che l’aspettativa più importante è nel presente. Allenandosi inoltre a distrarre la mente da rumori di fondo, pensieri guarda caso sempre negativi, censure, paure immotivate...


Non a caso i Giapponesi sono maestri non solo dell’arte del the ma anche dell’arte di riordinare armadi e cassetti. Fare pulizia, ordine e mettere via oggetti non più utili. Proprio come si dovrebbe fare con i pensieri.

Come dicevamo in un precedente articolo, less is more


Sabrina Querella e redazione SQY