Il ritmo naturale del respiro
10 Luglio 2018

Il ritmo naturale del respiro

“Restare in silenzio attenti al respiro significa rispettare ciò che esiste

 e riservarsi la possibilità di nascere e di creare”

Luce Irigaray


Vivere equivale a respirare.

Nell’immaginario individuale, nelle tradizioni, negli archetipi il respiro rappresenta ed esprime l’origine, la nascita, la vita. Nei miti e nell’inconscio collettivo il respiro è il soffio vitale che dà origine alla creazione: è il tramite tra il creatore e il creato.

“Nel respiro c’è la vita, non c’è religione al mondo che non ci insegni questo” - Omraam Mikhael Aivanhv.
 

La vita terrena dell’uomo inizia con la prima respirazione. Con il primo respiro i polmoni si riempiono d’aria, si mettono in moto e danno inizio alla vita. Il corpo muore quando si esala l’ultimo respiro. Il respiro è l’inizio e anche la fine. La vita comincia con un’inspirazione e finisce con un’espirazione.

Dall’inizio della civiltà il respiro è considerato in tutte le culture l’espressione della vitalità creatrice. Lo spirito (o il soffio) è l’elemento aeriforme, principio alla base di tutto ciò che vive.

L’analogia vita-respiro era nota anche ai popoli primitivi, i quali, seppure privi della cultura scientifica, possedevano una profonda conoscenza dell’esistente.

Nelle scritture è riportato infatti: “Dio inalò nelle sue narici il soffio della vita e l’uomo divenne un’anima vivente”.  


Impalpabile e delicato come il battito delle ali di una farfalla, il respiro è ciò che anima la vita.

Dà vita letteralmente. E tutto ciò che vive respira.

Parliamo spesso dei ritmi frenetici attuali, indiscutibilmente stressanti e disordinati. In questa globale frenesia è difficile cogliere i toni più sottili e meno definiti. C’è così tanto rumore dentro e intorno che quasi meccanicamente alziamo i toni proprio per sentire, aumentando il rumore di fondo… Così viene meno l’ascolto delle percezioni più tenui, ma non per questo meno utili. 


Per la maggior parte di noi respirare è scontato. Il respiro semplicemente accade. Solitamente non diamo alla respirazione una specifica attenzione, a meno che non stiamo soffocando, annegando o a meno che non siamo in preda a un attacco di allergia.


Eppure esiste una grande differenza tra chi si prende cura del proprio respiro e chi non se ne occupa. “È interessante notare” come evidenzia Luce Irigaray “che le persone che non respirano o respirano male non possono smettere di parlare; spesso paralizzano così l’inspirazione di coloro che hanno cura, corporalmente e spiritualmente, del loro respiro e del respiro degli altri”.

La cura del proprio respiro è un modo per custodire la vita umana come vita dotata di coscienza e di anima. Per sopportare meglio le intemperie della vita, il caldo e il freddo, la pioggia e il vento, e anche le difficoltà, la fatica e la gioia…

Dimentichiamo che essere consapevoli equivale a essere capaci di respirare, non soltanto per sopravvivere, ma soprattutto per acquisire un soffio sottile più in accordo con la vita stessa.

C’è una grande differenza tra acquisire un soffio più sottile al servizio del cuore, del pensiero e della parola e respirare per la sola sopravvivenza fisiologica.

Il respiro è un ponte tra la mente e il corpo, tra il visibile e i toni della vita più delicati.


Oggi l’importanza della respirazione nella vita di un essere umano è diventato un concetto abbastanza diffuso. L’emergente campo multidisciplinare della medicina mente-corpo, che integra aspetti della cultura occidentale e orientale, ci informa dei benefici della respirazione consapevole.

Imparare a respirare con consapevolezza illumina il proprio intelletto, riscalda il proprio cuore e fortifica la propria volontà. La respirazione favorisce l’attività del cervello. È utile sapere che il funzionamento del cervello dipende anche dal buon funzionamento dei polmoni. La funzione polmonare rappresenta un fattore importante per la purificazione del sangue: il sangue, quando è puro, porta al cervello gli elementi utili a facilitare sia la comprensione sia la memoria. Quando si respira male, il cervello si offusca. I polmoni rappresentano un filtro che purifica la mente e le emozioni.


Dalla respirazione dipendono la purezza e la vitalità dell’organismo. Il sangue scorre attraverso tutti gli organi del corpo, per poi andare nei polmoni. 


Praticare ogni giorno esercizi di respirazione consapevole permette di migliorare la salute. Ma non solo: ci rivela la radiosità della nostra natura intrinseca, espressione di saggezza e d’amore allo stesso tempo localizzata e infinita… Le ombre si allontanano e il cuore si fa più leggero.


All’inizio può sorgere un senso di ansia e di rabbia: il respiro è corto, c’è tensione nel corpo e la mente si allontana in continuazione. Il passaggio da un respiro irregolare e affannato a una respirazione regolare, uniforme e più quieta si verifica con gradualità. Non c’è bisogno di chiudere il respiro in una gabbia di difficili conteggi e complesse tecniche, che tra l’altro non ci appartengono… Si tratta di affinare l’ascolto e trovare il proprio ritmo unico e irripetibile. Questo semplice strumento consentirà di scoprire l’inatteso e di realizzare un cambiamento profondo fatto di minuscole nuove predisposizioni.

Tempo, pazienza, costanza e curiosità saranno i nostri migliori alleati, nel respiro come nello yoga

E nella vita…


La redazione di SQY