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10 Giugno 2020

Into the wild

Dialogo con Giuseppe Barbiero, biologo, direttore del LEAF Laboratorio di Ecologia Affettiva - Université de la Vallée d’Aoste


Qualche settimana fa lavoravo come sempre a una relazione laboriosa. Staccandosi dallo schermo del pc, gli occhi sono atterrati su una delle mille pagine strappate dai settimanali che leggo abitualmente. Un titolo su tutti: “Il mal di natura esiste. E ora si può curare”. E poi comincio a leggere di un inedito progetto, realizzato da Giuseppe Barbiero, biologo e ricercatore universitario. Il Laboratorio di Ecologia Affettiva. Penso immediatamente a un cervello in fuga e a un progetto tipicamente islandese, quel luogo del mondo in cui la potenza della Natura fa dire a Björk “Noi Islandesi non andiamo in chiesa o dallo psicologo: per sentirci meglio passeggiamo”. E invece no. Il laboratorio nasce in Valle d’Aosta e il dottor Barbiero non esita a parlare di “animali, piante, laghi e montagne, disposizione delle nuvole … tutto questo esercita su di noi una fascinazione che favorisce la rigenerazione dalla fatica mentale”.  Quasi una natura delle emozioni. Sensi e muscoli nati per lasciarsi fascinare dalla Natura. Un dato matematico ma profondamente culturale mi ha toccato: l’essere umano nella sua evoluzione è stato selvatico per 285.000 anni per poi diventare domestico negli ultimi 15.000. E sono ‘solo’ 300 anni che siamo diventati urbani, perdendo sempre più il contatto con la natura. 

Noi oggi siamo reduci da una quarantena che è riuscita a fissare in 200 metri il limite della nostra libertà di movimento. Il mancato contatto con la Natura - albe e tramonti, mari, laghi e montagne, boschi, paesaggi, nuvole appunto - quanto ha influito sulla nostra salute?

Così ho cercato l’indirizzo di Barbiero e gli ho mandato una mail. E lui ha risposto prontamente e con gentilezza. Questo mese è nostro ospite per parlare di Natura ed ecologia affettiva.

Lo ringraziamo di aver accettato l’invito a parlare con noi.


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Dottor Barbiero, come nasce il Laboratorio di Ecologia Affettiva?

Il LEAF Laboratorio di Ecologia Affettiva dell’Università della Valle d’Aosta si occupa delle relazioni affettive che si instaurano tra gli esseri umani e la Natura. Il LEAF è nato da un problema segnalato al mio Ateneo dalle maestre di scuola primaria della Valle d’Aosta: a ogni ciclo scolastico (i cicli scolastici nella scuola primaria durano cinque anni) i bambini hanno sempre meno capacità di concentrazione. Le maestre riportavano sistematicamente questa osservazione empirica preoccupante: i bambini non sono più capaci di stare attenti.

Dal canto nostro, avevamo invece le ricerche dei coniugi Rachel e Stephen Kaplan che già negli anni Novanta dimostravano che la Natura agisce sulla psiche umana accorciando i tempi necessari per rigenerarsi da una fatica mentale. La domanda di ricerca che ci siamo quindi posti al LEAF è stata: la Natura può aiutare i bambini a recuperare la capacità di concentrazione? Assieme alla mia collega Rita Berto, psicologa ambientale, abbiamo quindi allestito una serie di osservazioni sperimentali dove abbiamo dimostrato che il silenzio e la Natura sono gli ambienti migliori per permettere ai bambini di recuperare la capacità di concentrazione dopo una fatica mentale (link). 



I suoi studi prestano molta attenzione alla biofilia. Ci aiuti a conoscerla meglio. 

Biofilia significa letteralmente ‘amore per la vita’. È un termine introdotto dal biologo americano E. O. Wilson per descrivere i legami che gli esseri umani creano con gli altri organismi viventi. Wilson sostiene che la biofilia sia un bisogno fondamentale innato, geneticamente determinato e con un carattere evoluzionisticamente adattivo. In altre parole, la biofilia sarebbe per così dire inscritta nei nostri geni che si sono evoluti nel corso delle decine di migliaia di anni trascorsi dalla nostra specie nella savana africana. Non è difficile immaginare quanto la sopravvivenza dei nostri antenati possa essere dipesa dalla capacità di interpretare correttamente l’ambiente circostante, le piante e gli animali in primo luogo. L’ipotesi suggerisce che l’affiliazione con la vita e con i processi a essa connessi abbia conferito vantaggi importanti nella lotta umana per la sopravvivenza, per adattarsi, persistere ed emergere sia come individuo sia come specie. L’allontanamento dell’umanità dai cicli vitali della Natura ha aumentato la probabilità di condurre una esistenza deprivata e compromessa per un vasto spettro di aspetti emotivi, affettivi, cognitivi e valutativi. Recuperare la nostra intima connessione con la Natura, recuperare la nostra biofilia è la condizione necessaria per recuperare una esistenza umana piena e coerente. 


La pratica yoga di Sabrina Querella è attenta ai legami corpo-mente, orientata al rapporto con la gravità e al rapporto inequivocabile con il mondo scientifico: uno yoga in dialogo continuo con la terra. Da tempo conosciamo gli effetti di yoga, respirazione consapevole e meditazione sul nostro sistema immunitario. Dottor Barbiero, la natura cura? 

Negli ultimi anni la comunità scientifica ha indagato a fondo le pratiche yoga e meditative in generale. È fuori discussione che una buona pratica yoga giovi al benessere complessivo della persona in un’ottica olistica. In molti casi lo yoga e le diverse pratiche meditative sono considerate come ‘terapie complementari’, studiate in modo sistematico e i risultati delle ricerche vengono pubblicati su riviste scientifiche serie e autorevoli, come ad esempio The Journal of Alternative and Complementary Medicine.

La scienza inoltre ha rivelato che c’è un’ampia similitudine tra gli effetti di una pratica meditativa e gli effetti di una semplice immersione nella Natura. Posso dire che, da un punto di vista psichico, la Natura permette di recuperare meglio dalla fatica mentale e favorisce il recupero dallo stress. In particolare, noi al LEAF abbiamo dimostrato come una semplice pratica di silenzio attivo e consapevole migliori la capacità di attenzione dei bambini a scuola (LINK).

Credo che Francesco d’Assisi nel Cantico delle Creature avesse colto perfettamente il senso della Madre Terra: “Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba”. La Madre Terra non solo ci sostiene fisicamente e ci governa, ma produce molti frutti, con prati e fiori colorati: l’ideale per rigenerarsi.

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E noi aggiungiamo le nuvole, con i misteriosi disegni che mutano e permettono di immaginare.

Grazie, dottor Barbiero. Sarà ancora più bello venire in Valle d’Aosta.

Carmen Cecere

SQY