Il risveglio è nella coda - parte 2
10 Luglio 2019

Le lezioni di Sabrina. Il risveglio è nella coda - parte 2

Questo articolo rappresenta la seconda parte dell’articolo di giugno, articolo nel quale abbiamo iniziato ad approfondire simbologia e significato della coda, inaugurando la rubrica Le lezioni di Sabrina
Proseguiamo dunque da dove abbiamo sospeso. 

Completiamo il racconto di Sabrina Querella sulla coda, questa zona del corpo e della mente così centrale nella pratica, che affonda le radici in un passato millenario parlandoci di anatomia scomparsa e di spiritualità.

Quali sono i concreti benefici sul corpo da un lavoro di allungamento della coda?

La funzione della colonna vertebrale è quella di allungarsi. Con gli esercizi di distensione e attivazione della coda tutta la spina riacquista elasticità e flessibilità. È sorprendente osservare i cambiamenti che si verificano. Cominciamo a muoverci in modo più armonioso. Incredibile a dirsi ma diventiamo più belli. Cambia il modo di stare in piedi e cambia il modo di stare seduti. Gambe e piedi si fanno più saldi, il petto si espande e le spalle sono aperte e rilassate. La testa si muove più leggera sul collo, il respiro fluisce liberamente e l’attenzione si fa più stabile. Ci sentiamo più forti e siamo in grado di sostenere meglio periodi della vita che richiedono maggiore impegno e concentrazione.

Gli esercizi sono come una doccia rinfrescante utile a purificare il corpo e la mente dalle fatiche e dalle tensioni accumulate, rigenerando l’intero organismo.

Gradualmente la pratica ci trasforma, e lo fa senza alcuno sforzo. Solo a un certo punto ci rendiamo conto che qualcosa è finalmente cambiato… Quando trattiamo con cura il nostro corpo e ne ascoltiamo i bisogni, diventiamo naturalmente più sensibili verso chi ci sta vicino.

In una parola diventiamo più presenti. Cosa vuol dire maggiore presenza? Sentirsi meglio con noi stessi e a nostro agio nelle situazioni da affrontare. Più collegati alla terra e per questo più aperti agli influssi del cielo.

Non possiamo dimenticare che in questa dimensione siamo figli della terra.

Gli alberi ricevono dalle radici sostegno e nutrimento; allo stesso modo anche noi possiamo attingere a questa preziosa fonte di nutrimento. Quando il coccige si carica di energia vitale, tutto il corpo ne riceve sostegno.

Ci sono due modi per praticare yoga. Nel primo facciamo pratica per la gioia di farlo, senza obiettivi rigidi e senza spirito di competizione. Pratichiamo per pulire e risvegliare il corpo e la sua spina dorsale. La pratica ci rende più vitali e ci offre l’opportunità di risanare quanto non funziona dentro e fuori di noi. 

Nel secondo ci riduciamo inconsapevolmente a compiere esercizi ginnici per lubrificare gli ingranaggi del corpo, di quella macchina che vogliamo diventi efficace per ottimizzare le energie. 

Come integri il lavoro della coda nella tua pratica?

Il respiro e il risveglio della colonna vertebrale sono al centro della mia pratica.

In ogni posizione suggerisco respirazione, consapevolezza e posizioni che attivano la base della colonna vertebrale e che, partendo dal punto dietro l’ombelico, favoriscono il movimento della spina contemporaneamente nelle due direzioni opposte. 

La zona lombare è quella che soffre maggiormente la postura scorretta. Proprio in questa zona si accumulano fatica e compressione; per questo necessita di cura e attenzione specifiche. Le vertebre tendono a stringere i nervi. È necessario ritrovare lo spazio tra queste vertebre per consentire ai nervi di rilassarsi: l’obiettivo è distendere, stare meglio e allentare la tensione lungo tutta la colonna vertebrale.

Tutte le posizioni sono dunque un pretesto per srotolare la coda, affondare lunghe radici nella terra e da lì crescere ed espandersi.

L’attenzione è un requisito indispensabile. Sono presenti grazia ed eleganza in un movimento quando la mente si riunisce al corpo e al respiro. Al contrario, se durante un esercizio la mente rimbalza da un pensiero all’altro, il movimento diventa meccanico, senza contenuti, ripetitivo e privo di bellezza. L’efficienza di una mente vigile è un bene inestimabile. I più semplici e banali gesti del quotidiano possono acquisire profondità e bellezza se riusciamo a nutrirli di una forte presenza mentale. Essere lì, consapevolmente e interamente. Sembra facile ma sembra il segreto inafferrabile dell’esistenza umana…

E questo l’uomo lo sa da sempre: abbiamo bisogno di mettere spazio tra le vertebre, tra un respiro e l’altro, tra un pensiero e l’altro. Nella pratica l’obiettivo non è raggiungere una posizione perfetta o riuscire a compiere movimenti acrobatici. Sono già molte le acrobazie fisiche e mentali che ogni giorno siamo chiamati a fare… E voglio svelare un altro mistero che accompagna la pratica dello yoga, almeno della mia. Durante gli esercizi l’insorgenza di uno sbadiglio e di un sorriso sono la piena conferma e l’espressione concreta di un graduale processo di distensione e rilassamento.

Quegli sbadigli che possono sembrare antiestetici o disturbanti in realtà sono uno dei primi segnali del risveglio delle funzioni adibite al rilassamento, insieme a una maggiore salivazione e lacrimazione.

“Espiro: tutto il corpo risponde all’espirazione… Si svuota, scende per collegarsi meglio con la terra… Insieme all’aria lascio andare fatica, tensione, rumore... Faccio spazio per accogliere l’inspirazione…
L’aria entra… Accolgo con gioia l’aria che entra, che come una linfa vitale nutre tutte le cellule del mio corpo.
Mi lascio cullare da questo ritmo, da questa danza.
E poi piano piano inizio a compiere piccoli movimenti per stendere, allungare, ammorbidire… Può sorgere uno sbadiglio, e poi un altro e un altro ancora…
Ogni sbadiglio è un gesto antico e prezioso, tutto da riscoprire!”

Sabrina Querella