L'emergenza, il cambiamento
10 Marzo 2020

L’emergenza, il cambiamento

In ambito olistico salute significa armonia interiore: equilibrio tra corpo, mente e spirito. Lo yoga dovrebbe essere una disciplina utile a ristabilire maggiore equilibrio per migliorare la salute.

Le più recenti scoperte scientifiche ci parlano con sicurezza delle connessioni mente-corpo, delle relazioni fra emozioni, pensieri, sentimenti e malattia. E di come paura e panico siano forti immunodepressori.

Eppure cosa succede in una situazione di allarme sanitario?  Prende il sopravvento una raffica di informazioni forse più dannosa della stessa ipotizzata o eventuale pandemia (o epidemia). Quella del Coronavirus personalmente mi è sembrato un pretesto per destabilizzare e nutrire forme-pensiero assolutamente non utili al mantenimento della salute

Una ‘emergenza salute’ per definizione più di qualsiasi altra emergenza è un evento che tocca tutti, generando paura e insicurezza. Perché? Perché la salute è legata alla sopravvivenza. Ovvio ma vero. E quando giunge una presunta (o autentica) minaccia alla salute, tutti i sistemi vitali si organizzano per difendersi. E tutte le altre funzioni vengono meno. 

La mia impressione è che per più motivi dobbiamo attrezzarci e affinare strumenti necessari a sviluppare maggiore equilibrio e centratura: occorre restare ancorati di fronte all’opposizione, occorre restare calmi e sicuri. Prendendo anche, in questo caso, le giuste misure di sicurezza dettate dal buon senso. 

Una situazione di difficoltà può essere un’occasione per migliorare lo stile di vita e anche l’educazione civica, ma questo è ben diverso dal fomentare il caos e allarmismo.

Posso affermare con sicurezza che lo yoga, se praticato in un’attitudine di ascolto e relazione con l’elemento terra, in questo contesto storico e sociale possa risultare uno strumento concretamente efficace.

Praticare le posizioni yoga in accordo con il respiro e la gravità aiuta a fortificare, a renderci più stabili e meno inclini alle destabilizzazioni. 

La relazione con la gravità ci permette di ritrovare le basi. Senza basi usciamo dal binario, non abbiamo stabilità nei piedi, perdiamo il centro di gravità, ci sentiamo separati dalla natura - la nostra sorgente di vita - e possiamo essere facilmente manipolati.

Nella lezione ogni esercizio è un mezzo per favorire un movimento della colonna vertebrale contemporaneamente in due direzioni: dalla vita in giù verso le gambe e i piedi attirati dalla forza di gravità, dalla vita in su nella direzione opposta.

Si tratta di un processo naturale che gli alberi esprimono in modo semplice e immediato: le radici si spingono con forza verso il centro della terra mentre il tronco cresce verticalmente verso il cielo, espandendo e allungando i suoi rami nello spazio. Più a fondo si spingono le radici nel terreno, più alto e forte crescerà l’albero. 

Questo movimento nelle due direzioni opposte porta più stabilità nel corpo dal bacino in giù e più leggerezza nelle parti superiori.

Dunque una pratica che crea più relazione con la terra. La terra è centrale per la salute degli esseri umani: se non abbiamo un centro, non abbiamo un punto in cui equilibrare e ordinare la nostra vita.

Si tratta di un approccio che non implica forzature, sicuro e privo di effetti negativi. Dunque una pratica concretamente utile a ristabilire l’equilibrio tra i due rami del sistema nervoso, non solo per mettere più spazio tra le vertebre, ma anche tra un respiro e l’altro, tra un pensiero e l’altro. E così sperimentare uno spazio interiore più ampio. 

L’attenzione è un requisito indispensabile. In un movimento sono presenti grazia ed eleganza, quando la mente si riunisce al corpo e al respiro. L’efficienza di una mente vigile è un bene inestimabile.

Lo yoga è una disciplina antica ma dinamica che, riunendo la parte fisica con piani e livelli più sottili, consente di entrare in contatto con noi stessi e armonizzare le dissonanze. Un po’ come accordare uno strumento per suonare in sintonia con il resto dell’orchestra. La salute è frutto di un processo di integrazione!

Cambia il modo di stare in piedi e cambia il modo di stare seduti. Gambe e piedi si fanno più saldi, il petto si espande e le spalle sono aperte e rilassate. La testa si muove più leggera sul collo e le articolazioni sono più sciolte. 

Il respiro diventa profondo, si apre e fluisce più liberamente, offrendo una sensazione di maggiore leggerezza e serenità.

Una pratica che può giungere in aiuto nei momenti più difficili. Che ci può rendere più forti e favorire il discernimento e anche sentimenti di gioia. A differenza del panico e della paura…

Sabrina Querella