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10 Dicembre 2018

Metodo WAL: imparare camminando

Meditare, praticare yoga, camminare, persino il mudra delle dita congiunte come in preghiera facilitano la comunicazione tra lobo sinistro e lobo destro del cervello. Con conseguenze positive sul corpo e sulla mente che la scienza ha cominciato a studiare (e confermare) da tempo.

Da questo presupposto neuroscientifico è nato WAL (Walk And Learn, cammina e impara), metodo e disciplina di apprendimento ideato dalla psicologa e insegnante di filosofia Annamaria Crespi. L’idea - come tutte le idee efficaci - è semplice: allenare gli studenti delle scuole primarie e secondarie a studiare camminando. Grazie alla pratica di due allenamenti, quello fisico e quello mentale, il WAL mira al benessere integrale a permette di apprendere senza stress e con più lucidità.

La Crespi si è concentrata sulle ricerche della neurofisiologa ed educatrice Carla Hannafors, autrice di "Smart moves, why learning is not all in your head" , partendo dalla fine, e cioè dalla conferma di come il movimento giochi un ruolo essenziale nell’apprendimento e nell’educazione infantile. I bambini che praticano oltre un’ora di movimento al giorno (compreso lo yoga già parte del programma scolastico di molti paesi avanzati) manifestano un rafforzamento cognitivo e anche un maggior senso di benessere psicologico. Nella direzione dunque di una scuola a zero stress emotivo per quanti presentino blocchi nell’attenzione. Il mondo scientifico e gli educatori sono tutti d’accordo: apprendere e comprendere non riguarda solo il cervello: sono competenze che coinvolgono corpo, pensiero, emozioni e autocritica, valutazione di sé. Sono parti che funzionano come un unico sistema.

Il metodo WAL consiste in un allenamento fisico (camminare a un ritmo personalizzato caso per caso) associato a un allenamento cognitivo (ascolto in cuffia di una lezione di circa 30 minuti): apprendere camminando rivoluziona la precedente e archiviata visione di un cervello ormai predefinito nelle sue funzioni, ormai saturo di informazioni e incapace di assorbire diversamente. Una delle più moderne e sorprendenti concezioni nelle neuroscienze è proprio la plasticità cerebrale: rispondiamo a nuove stimolazioni riorganizzando i circuiti nervosi e migliorandone dunque le funzioni. Il cervello si allena ad adattarsi agli stimoli. Estendendo la riflessione, arriviamo certamente a parlare di rigenerazioni post traumatiche o degenerative, in aiuto dunque alle scoperte nel campo della medicina e delle sue applicazioni.

Quello che sorprende del WAL sono i risultati: mandando in soffitta i tradizionali metodi di insegnamento e orientandosi verso il concetto ormai comune di ‘didattica capovolta’ e di una nuova scuola possibile (quella che dovrà imparare a valutare gli studenti anche per le loro domande e non solo per le risposte), questo metodo ha dimostrato che, grazie a un ascolto messo in pratica camminando, anche i bambini e i ragazzi con seri deficit di apprendimento riportano notevoli e provati benefici.

Ne avevamo parlato nel primo articolo Camminare è meditare. Dalle ‘camminate dell’attenzione’ degli sciamani toltechi alla ‘camminata consapevole’ dei maestri zen, basata sul ritmo del respiro, la disciplina del camminare per secoli ha rappresentato una straordinaria terapia e uno slancio innato ad avanzare nel mondo e dentro di sé. Provate semplicemente a dedicare tutta la vostra attenzione ai passi, anzi a un passo dietro l’altro. “La qualità non è in duecento passi. La qualità è in ogni passo”, sosteneva il monaco buddhista vietnamita Tich Nhat Hanh.

Questa connessione profonda tra il movimento e il funzionamento della mente affonda le radici in tradizioni millenarie, come in una mappa fisica e neuronale che tiene insieme gli effetti. In fondo la scienza oggi decodifica intuizioni e orientamenti che lo yoga e le tradizioni spirituali antiche avevano già visto, tracciato, ‘sentito’.

E ancora più in fondo quando si parla di spiritualità si parla di ‘cammino spirituale’
E ora una buona notizia: il metodo WAL, per le sue caratteristiche e le sue potenzialità, è stato inserito per l‘anno 2018-19 nel programma di Scienze Motorie dell‘Istituto superiore Polo Bonghi di Assisi. Questo anche grazie al sostegno e alla lungimiranza di Massimo Paggi, assessore al sociale del Comune di Assisi. “Inserire il metodo WAL nel programma scolastico di una scuola media superiore - afferma Paggi - per noi significa aprire una porta verso il futuro, aprire alle ricerche internazionali, offrire agli studenti una opportunità unica di apprendimento.”

 Carmen Cecere