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11 Marzo 2019

Quasi primavera

La primavera è in arrivo: come sempre il cambio di ogni stagione porta con sé una sensazione di attesa, come il predisporsi all’arrivo di un qualcosa di nuovo e inaspettato, soprattutto per quanto riguarda il ritorno della primavera!

Dopo il freddo e le buie giornate invernali, seppur indispensabili per lo scorrere dei ritmi naturali, è bello poter ritornare ad un dolce tepore e a una maggiore ricchezza di colori. 

In questo periodo dell’anno il corpo e la mente hanno bisogno di riposo per lasciare andare ciò che non serve, per fare spazio e permettere il dischiudersi e riaprirsi alla luce.

Degli spazi di riposo a terra possono essere un buon modo per prepararsi al passaggio dal freddo al caldo.


Propongo allora una pratica con cui accogliere marzo, uno dei mesi più significativi dell’anno, utile ad ascoltare i segnali di risveglio che il corpo inizia a comunicare e anche ad attraversare questo passaggio, simbolico e fisico!

Una prima parte di riposo e meditazione a terra e una seconda seduti a gambe incrociate di esplorazione dell’Hakini Mudra.


Mudra è un termine che indica un gesto, un sigillo, un simbolo che viene descritto con una posizione delle mani, degli occhi, del corpo…. la natura dei Mudra è riposo, silenzio e pace.

Con segni gestuali delle mani vengono evocate immagini o simboli universalmente riconosciuti, si tratta di un vero e proprio linguaggio che per la mente è più significativo di quello fatto di parole.

C’è un qualcosa di antico e di sacro nei gesti delle mani…che ha trovato la sua perfetta espressione nell’arte e nella danza indiana.


L’Hakini Mudra riguarda la memoria e la capacità di concentrazione. Favorisce la comunicazione tra i due lobi del cervello ed è di grande aiuto nel quotidiano quando non ricordiamo una parola, un oggetto o quando dobbiamo dire qualcosa di davvero significativo!


Buona pratica!

SQY





MEDITAZIONE


Mi stendo a terra 

allungo le gambe e le braccia

piano senza fretta compio quei piccoli movimenti che mi aiutano a ammorbidire e a sciogliere le diverse parti del corpo

Massaggio il volto, ne esploro le diverse parti

Forse nasce uno sbadiglio

Quando sono pronto piego le gambe e appoggio i piedi a terra,

paralleli e un po’ distanziati l’uno dall’altro

Respiro naturalmente così come viene: l’aria entra e poi esce

Non c’è sforzo, solo attenzione

Mi lascio cullare da questo ritmo per un breve istante

Sento il punto di incontro tra la nuca e il pavimento

Espiro: l’aria esce  

Rilasso il volto, il capo, permetto alla nuca di posarsi meglio a terra

Anche le spalle e le scapole gradualmente scendono, si quietano, cercano il contatto con la terra

….

Percorro la parete posteriore del corpo

Ne scopro i punti di appoggio

Alcuni forse sono più evidenti e forse ci sono parti del mio corpo che sento più di altre

Respiro

Permetto al bacino di posarsi bene a terra, sento come il bacino cerca la relazione con la terra

Il piede sinistro scivola a terra

e poi anche il destro

Le gambe sono distese e un po’ distanziate l’una dall’altra

Respiro

Ritorno alla nuca

e da qui scendo seguendo la linea della colonna vertebrale

giù fin nel coccige e poi risalgo

Più volte percorro la colonna vertebrale per tutta la sua lunghezza

Ne sento i punti d’appoggio

A ogni espirazione forse si fanno più evidenti

Immagino il respiro come un flusso, un colore, una gentile corrente

che percorre la spina per tutta la sua lunghezza

L’espirazione scende, passa dietro la gola, il cuore, l’ombelico

giù, giù, giù… fino in fondo

L’inspirazione risale: ripercorre il cammino a ritroso

su, su, su… fino alla nuca

Più volte ripercorro questo cammino 

Scendo, risalgo, esploro

Gradualmente la spina si srotola, si quieta e risponde al richiamo della terra

Tutto il corpo riposa a terra

Il respiro si è fatto più lungo, lento, profondo

Accompagno il respiro che come un flusso, come un’onda…mi attraversa per tutta la mia lunghezza. 

L’espirazione scende:

nel suo viaggio dal capo verso terra rimuove tensioni rumori, fatica

….

L’inspirazione che da terra risale fino al capo nutre e rivitalizza tutte le parti del corpo

Inizio con il muovere un piede e poi l’altro

una mano e poi l’altra

le caviglie, i polsi

Piano senza fretta, come se mi risvegliassi da un sonno profondo,

mi allungo, stendo, sbadiglio

Inizio a fare dei piccoli movimenti per sciogliere di più la posizione

Quando sono pronto, ruoto su di un fianco

Sento l’appoggio 

e mi preparo con calma per sedermi a terra.

Tocco i piedi e le gambe

compio dei piccoli movimenti per stendere la schiena avanti e di lato

Massaggio anche spalle e collo

Mi porto nella posizione a terra a gambe incrociate

Permetto al corpo di posarsi bene a terra

Respiro

Ogni volta che espiro sento il dialogo tra il mio corpo e la terra

Il pavimento è pronto a accogliere il peso del mio corpo

Inspiro: mi ricordo del grande spazio sopra e intorno

Avvicino le dita delle mani

Le punte delle dita si toccano corrispondenti l’una con l’altra

Rivolgo l’attenzione ai polmoni: ne sento l’espansione e poi lo svuotamento

Posso immaginare i polmoni come delle spugne

che quando espiro strizzo e quando inspiro lascio che si espandano

Sposto l’incrocio delle dita

Unisco il pollice destro con l’indice sinistro, le altre dita di conseguenza 

Anche il mignolo destro e il pollice sinistro si toccano

Forse il respiro si è spostato a lato

e il movimento respiratorio in un polmone si è fatto più evidente che nell’altro

Ora unisco il pollice sinistro con l’indice destro, le altre di dita di conseguenza

Il mignolo sinistro e il pollice destro si toccano

Il movimento respiratorio si è spostato nell’altro polmone

Riprovo

E poi unisco di nuovo le dita corrispondenti l’una con l’altra

Respiro

Sento se c’è più leggerezza nel capo, nel collo, nelle spalle

Sento il dialogo tra il mio corpo e la terra

e lo spazio intorno