gennaio-2018
10 Gennaio 2019

RINASCITA

Inverno come tempo del raccoglimento.
Natale come occasione di ri-nascita.

Da sempre, dalla culla dell’antichità e dai riti pagani fino a oggi, la celebrazione della festività del Natale e della fine dell’anno solare rappresentano un momento simbolico e una fase di transizione ricca di significati. L’opportunità per vivere momenti di raccoglimento intimo e riflessivo, con la complicità della stagione più meditativa.


Subito dopo il periodo estivo, in autunno la luce inizia a declinare. Le giornate gradualmente si accorciano per approdare a dicembre, mese che segna la fine di una lunga cavalcata (dodici mesi) ma anche l’inizio dell’inverno… Veloci arrivano i giorni più corti dell’anno e di apparente morte della natura esteriore. Il solstizio d’inverno, che cade il 20 o il 21 dicembre, segna il passaggio alla stagione fredda. Una ricorrenza pagana che, anche nel passato cristiano, quando il freddo era portatore di fame, malattie e più elevata mortalità, veniva festeggiata con grande partecipazione…

Ma il solstizio d’inverno non rappresenta soltanto l’inizio dell’inverno: è, come dicevamo, anche un evento ricco di significati simbolici. È il giorno più corto dell’anno (che non è dunque il 13 dicembre, Santa Lucia, come contrariamente si crede) e tuttavia segna il momento in cui le giornate riprendono ad allungarsi. Una contraddizione che dice molto… 


Il termine solstizio deriva dal latino e significa sole fermo. In occasione del solstizio d’inverno, infatti, il sole smette di calare rispetto all’equatore celeste per poi invertire il suo cammino e ricominciare a regalare più ore di luce. 

Molti popoli antichi e precristiani festeggiavano il passaggio dalle tenebre alla luce: i Germani e i Celti lo chiamavano Yule, banchettando sotto un pino, probabilmente l’antenato del nostro albero di Natale. Nel tempo inoltre gli alberi sempreverdi hanno assunto una speciale simbologia: hanno iniziato a rappresentare la vita che resiste all’inverno e alle avversità. È dunque per questo che alberi come gli abeti sono utilizzati nelle festività natalizie: sono il simbolo di buon auspicio per il tempo a venire.


Impossibile non citare il monumento preistorico di Stonehenge, nel sud dell’Inghilterra: la località di Amesbury rimane uno dei luoghi più suggestivi da cui poter osservare il tramonto del sole nel passaggio dall’autunno all’inverno. Sono tanti gli studiosi a ritenere che ad aver costruito il monumento siano stati i Druidi, la classe sacerdotale appartenente alle antiche culture celtiche, e che la disposizione delle pietre sia stata studiata proprio per consentire una visuale perfetta del tramonto in occasione del solstizio.

Nell’antica Roma a cavallo del solstizio si celebravano i Saturnali, festività nelle quali erano abolite le distinzioni sociali e gli schiavi prendevano il posto del padrone. Una ricorrenza che ricorda il sovvertimento caratteristico del Carnevale…

In Cina il solstizio d’inverno è una ricorrenza dedicata alla commemorazione degli antenati. 

Gli iraniani chiamano Yalda la notte più lunga dell’anno, mantenendo viva una delle più antiche tradizioni persiane. Yalda significa nascita, riferendosi alla vittoria della luce sulle tenebre. Alla rinascita del sole. Per l’occasione si mangiano melograni, che richiamano i colori dell’alba e alludono all’abbondanza, e frutta secca, simbolo di energia e vitalità. Una simbologia dunque piena di speranza per il futuro e considerata di buon auspicio per l’inizio dell’inverno.


Torniamo a oggi e alle trasformazioni millenarie di una festa così significativa. 

Il Natale si celebra non a caso subito dopo il solstizio d’inverno: è il tempo della nascita!

In inverno la lettura (in tutti i suoi significati) diventa vita interiore. La stagione invita a riconoscere nel buio fisico la presenza del seme che è nel centro della terra, seme pronto a germogliare dopo il freddo. È tempo di ritirarsi dai fenomeni del mondo esterno per rivolgere lo sguardo alla propria interiorità.


La ricorrenza della nascita di Gesù è strettamente connessa alla speranza universale di vivificazione della luce in ogni uomo, chiamato a ritrovare una ri-nascita interiore, in stretto rapporto con l’allungarsi delle giornate e con il ritorno del sole, e dunque della luce.

Tutti noi anche oggi potremmo intendere e vivere il Natale come un vitale impulso di rinnovamento, di nascita interiore. Come? Ad esempio realizzando un progetto che ci sta a cuore. O portando alla luce una parte di noi trascurata o mai considerata. O semplicemente prendendo una direzione, una decisione (anche semplice) che potrebbe migliorare il nostro stile di vita e anche di chi amiamo.

Un invito a cercare e trovare momenti di riflessione utili a far nascere semi nascosti dentro di noi. A veder nascere progetti magari faticosi ma intensi.

Perché - ricordando Seneca - c’è un tempo per capire, un tempo per scegliere, un altro per decidere


Felice 2019!

SQY


ps: il mio progetto è proprio il mio nuovo studio, un nuovo luogo per la pratica yoga.

Più comodo e spazioso, pensato come nuova ripartenza da costruire insieme lezione dopo lezione.

Dal 21 gennaio 2019 la nuova casa è in via Vassalli Eandi 2. Tutte le info sul sito.