Tutti in piedi!
10 Maggio 2018

Tutti in piedi!

Nel nostro articolo Yoga e primavera abbiamo parlato di posizioni di equilibrio, le posizioni yoga perfette per la primavera. Aiutano infatti a rimanere saldi negli sbalzi di umore così tipici di questa stagione…


Riteniamo interessante un approfondimento.


L’uomo moderno, univocamente figlio della scienza, della tecnologia e del materialismo, tende generalmente a soffrire di mancanza di stabilità. Il pericolo è quello di cadere dall’alto di una mente inquieta, ma anche quello di sentirsi “anima senza tana” (San Giovani di Persia, citato da Bernard Rerolle).

La pratica delle posizioni di equilibrio - su uno o entrambi i piedi - sembra contenere una promessa: diventare equilibrati. Trovare pace, sentirsi a casa…


Nella sua evoluzione l’essere umano è passato dalla posizione di quadrupede a quella di bipede. E questa trasformazione millenaria ha prodotto profondi cambiamenti non solo nel fisico ma anche nel cervello. La posizione verticale ne è l’esempio perfetto: di per sé è un equilibrio. 

Cosa entra in gioco nella posizione in piedi? Cosa si attiva davvero?

  • Appoggio dei piedi a terra
  • orecchie, in quanto organi regolatori dell’equilibrio
  • vista
  • allineamento tra cielo e terra
  • baricentro

Imparare ad appoggiare i piedi a terra, individuarne i punti di appoggio, esplorare il collegamento tra il bacino, i talloni e il suolo: sono questi gli indispensabili passaggi per perfezionare la posizione. Per fare di questa posizione yoga (e di tutte le sue varianti) non solo una performance fisica ma soprattutto uno strumento di crescita, anche nel quotidiano. Una sperimentazione.


Il termine equilibrio deriva dal latino aequilibrium, composto di aequus ‘uguale’ e libra ‘bilancia’. Più in generale, stato di quiete di un corpo sul quale l’azione delle forze si annulla.

Nella posizione in piedi, come in tutte le posizioni yoga, la concentrazione deve farsi attiva ed è molto sottile la demarcazione tra impegno e distacco.

Un atto apparentemente semplice come stare in piedi richiama concetti di polarità: stabilità e instabilità, quiete e irrequietezza, fare e non fare, esporsi alle forze del cielo e della terra. Si tratta di affinare la capacità di porsi al centro tra questo e l’altro. Tutto ciò implica perseveranza, nulla è scontato. Lo yoga non è per i tiepidi, lo sapevamo già! Presuppone un impegno costante nel tempo.

Nella ricerca della verticalità l’appoggio a terra si arricchisce di sensazioni. Soprattutto impariamo a percepire quella forza di attrazione che ci tiene uniti al pianeta per riconoscerla come forza amica cui affidarci. 


Ma cosa realmente aiuta a mantenere l’equilibrio


La ricerca di un equilibrio stabile e duraturo che esclude ogni possibile perturbazione?

O la soluzione sta proprio nell’accogliere micromovimenti e oscillazioni, che la posizione inevitabilmente stimola, per individuare quel magico punto centrale?  

L’equilibrio trova la sua applicazione pratica nella compensazione di forze divergenti. E cosa scopriamo? Paradossalmente scopriamo che un percorso che favorisce una statica più armoniosa è il risultato di un processo che include successioni di apparenti disequilibri.


Ascoltare, ammorbidire e accogliere i movimenti naturali porta a una maggiore padronanza del corpo e del pensiero. I piedi si posano meglio a terra e lo schema corporeo si rimette dritto, più stabile e fortificato da questa esperienza. La posizione in piedi diventa riposante. La mente si quieta e la direzione verso la quale tendere si fa più chiara…


La redazione di SQY