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10 Dicembre 2019

Yoga oggi - parte 2. Scienza e yoga

La comunità scientifica discute oggi dell’intelligenza delle cellule e del ruolo del cuore, non più considerato solo come organo di pompaggio per il sangue. Nel 1991 sono stati scoperti 40.000 neuriti sensoriali, simili ai neuroni, che non si trovano nel cervello: si trovano nel cuore. Il nostro cuore sembra avere un cervello tutto suo e per questo oggi gli scienziati parlano di intelligenza del cuore

Il cuore condivide con il cervello le funzioni di organo principale, trasmettendo continuamente ai neuroni cerebrali le informazioni del corpo.

Bruce Lipton: “Oggi sappiamo che cuore e cervello lavorano insieme e che cooperano come un sistema. E che siamo l’unica forma vivente dotato della capacità consapevole di creare coerenza cuore-cervello”. 

Allo stesso tempo Angelo Gemignani, noto studioso e ricercatore di Pisa, spiega che la meditazione e gli esercizi respiratori dello yoga producono effetti di grande rilevanza sul sistema nervoso centrale. Quando la frequenza respiratoria si riduce, avviene un evento straordinario: cuore e respiro si allineano e diventano un’unica orchestra, generando un’importante sincronizzazione dell’attività cerebrale. Dunque è il corpo a inviare un segnale! Generando così una serie di effetti a cascata che coinvolgono l’intero organismo. 

Lo studio della scienza dello Yoga, i tanti anni di insegnamento unitamente al più recente interesse per le nuove scoperte scientifiche mi hanno consentito di individuare un quadro di insieme, come tanti tasselli di un mosaico, che con sfumature diverse stanno componendo un unico disegno.  

La pratica che propongo è fondata sull’insegnamento dello yoga di Vanda Scaravelli, che considero l’orientamento più attuale. A questa pratica integro elementi di Tao Yoga, secondo cui l’organismo umano è una parte del cosmo e il cosmo si manifesta nel corpo umano. L’uomo è il collegamento tra il cielo e la terra. Lo yoga di Vanda Scaravelli si occupa di allineamento della spina tra terra e cielo. Per i taoisti il sorriso interiore è considerato uno degli strumenti più efficaci per la via di autoguarigione insita nel nostro corpo e per convertire le energie negative e malate. Lo yoga di Vanda Scaravelli porta inevitabilmente alla quiete e al sorriso. Nel Tao Yoga uno degli esercizi fondamentali è il sorriso agli organi, con il cuore protagonista. 

Come in una chiusura del cerchio che però apre a nuove scoperte ricollegandosi a saperi millenari, sono proprio questi i temi centrali tanto della mia pratica quanto della nuova ricerca scientifica: cellula, respiro, cervello e cuore. 

Le nostre esistenze sono ovviamente intessute di elementi meccanicisti e in generale nel quotidiano è richiesta una prestazione molto alta che inevitabilmente porta alla competizione. Il mondo però si sta trasformando: non possiamo fermare il cambiamento, ma solo scegliere come gestirlo.

Dunque come può la pratica dello yoga aiutarci a cavalcare questo cambiamento epocale? Credo sia indispensabile una premessa: per decongestionare il sistema corporeo occorre tempo. 

Prendere contatto con il proprio corpo e con il proprio respiro, sentire la terra che ci sostiene e ricordarci del grande spazio intorno. Sono passaggi imprescindibili. È necessario imparare a lasciare andare e ad ammorbidire per orientare gradualmente corpo, respiro e mente nella stessa direzione. 

Quando nella pratica l’attenzione è rivolta al respiro e al coordinamento del respiro con il movimento, il movimento che ne segue diventa armonico. Se interviene una distrazione, il movimento diventa meccanico. È importante vivere l’attenzione non come un’imposizione ma piuttosto come qualcosa che a un certo punto accade. Dopo un delicato lavoro iniziale di semplici esercizi utili ad attivare le funzioni adibite al rilassamento, l’attenzione che segue non è più una forzatura, piuttosto un naturale processo di interiorizzazione. Non sempre riesce, ma con l’allenamento e con la costanza accade.

Il ruolo del respiro è fondamentale, come è fondamentale ritrovare la respirazione naturale. 

Karfried Durkheim - pioniere dell’integrazione corpo, mente e spirito - esamina alcuni dei pericoli dell’insegnamento delle tecniche yoga di respirazione agli Occidentali. Durkheim evidenzia come la maggior parte degli esercizi che “implicano tensione” sono ideati per gli Indiani, che “risentono dello stato di inerte abbandono”. Gli Occidentali al contrario risentono di troppi stimoli; dunque insegnare prematuramente le tecniche respiratorie del Pranayama può provocare nuove tensioni su quelle consolidate.

E ancora Jung scrive: “Non si conquista opprimendo e dominando, e meno ancora imitando metodi sorti in condizioni diverse. L’Occidente produrrà il proprio yoga nel corso dei secoli.”

Durante gli esercizi rallentare il respiro e imparare a ascoltare i passaggi dell’aria al nostro interno spegne la chimica dello stress e accende la chimica della guarigione. È una forma di autoregolazione biologica che realizza la sincronizzazione cardio-respiratoria, dunque la coerenza tra cuore e cervello di cui ci parla la nuova scienza.

Ritrovando una respirazione naturale e promuovendo un graduale processo di distensione, con la pratica accade che il corpo si senta al sicuro e liberi enzimi di longevità, riuscendo a potenziare il sistema immunitario e a offrire maggiore resilienza per affrontare il cambiamento. 

Rispetto alle funzionalità del cervello, Il cuore ha un campo magnetico 5.000 volte più forte e un campo elettrico 100 volte più potente. Per influenzare il campo magnetico, in altre parole per produrre cambiamenti e stare meglio, serve che cuore e cervello lavorino insieme.

Dunque esercizi respiratori e asana per andare oltre i confini di una buona forma fisica!

Il fisico sir James Jeans scrive: “Il flusso della conoscenza si sta dirigendo verso una realtà non meccanica. L’universo comincia ad assomigliare sempre più a un grande pensiero piuttosto che a una grande macchina. Se cambiamo la nostra consapevolezza, possiamo cambiare il corpo e il mondo”.

Io credo profondamente che il nostro yoga, quello più attuale, dovrebbe andare in questa direzione. Dunque una pratica in grado di ingentilire per nutrire queste connessione interiori e potenziare la salute in una relazione armonica con l’ambiente e con le persone.

Sabrina Querella