Yoga

Lo yoga è realizzativo: per comprenderlo bisogna praticarlo. E solo praticandolo è possibile sperimentarne i contenuti.

La ricerca delle radici dello yoga ripercorre migliaia di anni e territori geografici molto lontani. È opinione generale che le sue origini risalgano alla preistoria dell’India, tuttavia esistono indizi che spingono a cercare molto più indietro, anche ottomila o dodicimila anni prima della nascita di Cristo. Le ricerche storiche, in ogni caso, restano labili per la natura stessa dello yoga, che per lungo tempo è stato tramandato oralmente da maestro a discepolo.

Ciò che resta oggi è la forza con cui lo yoga si è preservato nei secoli, adattandosi alle diverse correnti di pensiero, alla diffusione in molti paesi asiatici e solo in epoca contemporanea in Occidente. Un viaggio lunghissimo e ricco di contaminazioni insomma, che ha trasformato i canoni della tradizione senza però intaccare mai il principio fondatore: la sperimentazione diretta.

Yoga è unità. Ma cosa unisce realmente? L’armonia perduta tra i piani di cui siamo composti: fisico, mentale e spirituale. Durante la pratica dello yoga orientiamo la mente ad ascoltare il corpo. Di conseguenza, il pensiero discorsivo gradualmente si quieta e mente, corpo e respiro si incontrano.

Il corpo è l’espressione fisica di quella forza vitale che anima tutto ciò che vive. La stessa forza che costituisce e preserva l’universo, dalla minuscola particella subatomica alla più grande tra le numerose galassie. Gli yogi (maestri yoga) del passato insegnano che il corpo è un universo sacro di straordinaria complessità generato e animato da una intelligenza creatrice.

Con la pratica delle posizioni yoga cominciamo a riconnetterci al corpo. Si tratta di una disciplina antica ma dinamica che, riunendo la parte fisica con i piani e i livelli più sottili, consente di entrare in contatto con noi stessi e armonizzare le dissonanze. Un po’ come accordare uno strumento per poter suonare in sintonia con il resto dell’orchestra.

L’hatha yoga è costituito da esercizi fisici (asana) e esercizi di respirazione (prâna), perfezionati nel corso dei millenni. La pratica dell’hatha yoga tende al raggiungimento del benessere psicofisico e della consapevolezza dei processi vitali e fisiologici. Il termine hatha yoga mette insieme yoga (unione) con hatha (ha, sole, tha, luna). Dunque, yoga del sole e della luna, che esprime l’aspirazione a riportare in equilibrio princìpi opposti.

Come sta riconoscendo anche la ricerca scientifica, le pratiche mente-corpo come lo yoga, nel riportare in equilibrio i due rami del sistema nervoso, possono aiutare a migliorare la qualità della vita.

Lo stress influenza negativamente il sistema nervoso autonomo: causa iperattività del sistema nervoso simpatico, espone alle malattie, aggrava situazioni croniche già esistenti, gravando sui toni neurologici adibiti all’azione.

Le posizioni yoga, quando sono praticate con lentezza e ogni movimento è sincronizzato con il respiro, stimolano le funzioni di quel ramo del sistema nervoso adibito alle funzioni involontarie e di rilassamento profondo, inducendo così una situazione di maggiore stabilità. Recenti ricerche hanno dimostrato che dedicare tempo allo yoga e alla respirazione consapevole produce un effetto a cascata sui sistemi vitali del corpo, stimola le difese immunitarie e modifica positivamente il funzionamento del cervello.

L’attività bilanciata delle due branche del sistema nervoso autonomo migliora gli ambiti biologici e fisiologici, ma anche comportamentali e psicologici.

In tutta la letteratura sullo yoga si afferma che la forma fisica proviene dalla salute interiore. Nella nostra epoca la definizione di forma fisica è orientata verso l’apparenza superficiale del corpo. L’attenzione costante verso l’esterno crea confusione e rumore di fondo e impedisce di sviluppare quel genere di consapevolezza utile a rimanere concentrati e solidi di fronte a scelte importanti. O anche a decisioni immediate.

Con l’hatha yoga possiamo ripristinare condizioni di benessere e vitalità.

Gli esercizi fisici dello yoga, in accordo con il respiro, permettono di sviluppare una maggiore consapevolezza organica, cioè la capacità di percepire il corpo. Prendiamo coscienza di come stiamo in piedi, seduti, sdraiati, in equilibrio. Nasce così una nuova percezione di noi stessi. Fisicamente cominciamo a sentirci meglio, le articolazioni sono più sciolte, tutto il corpo è elastico e libero nel movimento. Il respiro, che nella fretta del quotidiano si accorcia e diventa superficiale, con gli esercizi respiratori diventa respiro profondo, si apre e fluisce più liberamente offrendo una sensazione di maggiore leggerezza. Concentrarsi consapevolmente sulla respirazione calma la mente e sviluppa l’attitudine all’ascolto; gradualmente si impara a ri-conoscere bisogni ed emozioni.

Uno dei princìpi sperimentabili nello yoga è la capacità di tornare a sentire le parti più profonde di sé e anche la fisicità dimenticata. Per questo, al di là delle mode o di eccessive forzature, non è necessario ingaggiare una competizione sterile con i propri limiti fisici: pratichiamo lo yoga per noi stessi e per le trasformazioni continue della vita. Questo è ciò che distingue la pratica yoga dallo stretching: lo yoga è una esperienza fondata su un lavoro di esplorazione e sperimentazione di forme, respiro e pensieri.

Lo yoga ci aiuta a proteggere il nostro corpo e a tenerlo in forma:

  • migliora il generale stato di salute
  • aumenta la capacità di concentrazione
  • migliorano i processi metabolici
  • si tonifica l’apparato muscolare
  • migliora la mobilità muscolare
  • si regolarizza il peso corporeo
  • rallenta l’invecchiamento e aumenta la vitalità anche in età avanzata.

La continuità nella pratica di yoga e meditazione aiuta anche a risolvere disturbi cronici e tensivi, ancora meglio se abbinati a una alimentazione equilibrata.

Molti esperimenti scientifici dimostrano che, quando l’individuo non è sottoposto a stress esterni, l’amigdala (che produce gli stati di paura e ansia) lavora di meno, riducendo l’attivazione degli ormoni dello stress. 

Si è potuto constatare inoltre un aumento delle connessioni delle aree frontali, fondamentali per le decisioni razionali. Uno studio americano ha dimostrato che sono sufficienti poche ore di training meditativo per aumentare l’efficienza della conduzione degli assoni tramite le modificazioni della mielina.

Un fatto è quindi certo: yoga e meditazione possono avere un impatto sostanziale sui processi biologici fondamentali per la salute fisica e la salute mentale.

La gravidanza è un periodo speciale per imparare a orientare l’attenzione all’interno e godere delle illimitate risorse di energia prodotte da respirazione e rilassamento.

La pratica dello yoga durante la gestazione aiuta a prendersi cura di sé, imparando a sentire il proprio corpo e il bambino.

Durante il corso di yoga in gravidanza il lavoro sul corpo e gli esercizi respiratori, specifici per le necessità biologiche ed emotive, permettono alla donna in attesa di sentirsi fisicamente meglio.

Grazie alla pratica dello yoga in gravidanza le articolazioni sono più sciolte ed elastiche e il respiro si apre e fluisce più liberamente offrendo una sensazione di maggiore leggerezza.

Esercitandosi regolarmente in breve tempo si potrà notare un miglioramento dello stato generale di salute e una maggiore vitalità.

Ascoltando il proprio mondo interiore si scopre come la capacità di partorire sia insita in ciascuna donna: per questo l’attenzione al respiro può davvero favorire il naturale processo di apertura, permettendo di comprendere come trovare spazi di quiete tra una contrazione e l’altra. Con lo yoga in gravidanza e i corsi di preparazione al parto queste aperture arrivano.

Yoga Sabrina Querella